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Il frammento appartiene al gruppo di undici papiri inviati da Medea Norsa a Carlo Anti nel 1935 per sperimentare nuove tecniche di restauro e di fotografia. Il recto, inedito, conserva due colonne: della prima resta la parte finale di 26 linee, con desinenze di nomi e numerali; della seconda si conserva la parte iniziale di 25 linee, con onomastici seguiti dal patronimico, spesso abbreviati. Sul verso, edito come P.Norsa II, sono leggibili i resti di 20 ll. prive della conclusione di una lista di nomi, probabilmente redatta a fini fiscali. La scrittura è una corsiva caratterizzata dall’asse inclinato a destra e da un tratteggio piuttosto spesso, confrontabile con PGB 15a (39 d.C.); una seconda mano, più sottile, interviene nelle aggiunte a ll. 4 e 9. La provenienza è ignota (dalla cartella “Papiro Norsa 1”). Il testo è pubblicato da A. Soldati in AnPap 26, 2014, pp. 138-144.
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